Invece delle solite Parigi o Bali, nel 2026 l'attenzione dei viaggiatori è sempre più attratta da luoghi che fino a poco tempo fa sembravano la periferia delle mappe turistiche. Expedia Group, sulla base dell'analisi delle query di ricerca, ha compilato una lista di dieci destinazioni la cui popolarità cresce più rapidamente, e in essa dominano non le località blasonate, ma territori capaci di offrire tranquillità e autenticità.
Secondo i dati dell'azienda, la crescita dell'interesse per queste località è legata alla stanchezza per gli itinerari affollati e al desiderio di evitare il turismo di massa. Gli analisti rilevano che le query di ricerca su questi luoghi sono aumentate di decine di percento rispetto all'anno precedente, e a guidare la classifica sono isole e regioni con infrastrutture sviluppate ma non aggressive.
Nella lista figurano, in particolare, Santa Lucia nei Caraibi, Porto Santo a Madeira, Praslin alle Seychelles e Syros in Grecia. Queste destinazioni si distinguono per la combinazione di bellezze naturali e minore affollamento rispetto alle note località vicine. A quanto pare, è proprio l'equilibrio tra accessibilità e isolamento a renderle attraenti per chi cerca non semplice riposo, ma un viaggio più consapevole.
Più avanti nella classifica ci sono le isole Lofoten in Norvegia, Palawan nelle Filippine, Culebra a Porto Rico, l'isola di Sanibel in Florida, Phú Quốc in Vietnam e le Figi. Ognuna di esse, secondo la valutazione di Expedia, offre un'esperienza unica: dalle avventure artiche a quelle tropicali con un accento sulla natura e sulla cultura locale. Le ricerche mostrano che questi luoghi riescono meglio a regolare il flusso di turisti e a preservare l'autenticità.
Gli esperti sottolineano che la scelta di queste destinazioni riflette una tendenza più ampia: i viaggiatori preferiscono sempre più spesso opzioni sostenibili e meno commercializzate. Ciò consente alle comunità locali di trarre vantaggio dal turismo senza danneggiare l'ambiente e il modo di vivere tradizionale.
In definitiva, la lista di Expedia non si limita a registrare un trend, ma indica un cambiamento nel comportamento dei turisti: dalla corsa ai «must-see» alla ricerca di luoghi dove rallentare e sentire un legame con il territorio.

