Uno studio condotto su 70 cani ha dimostrato che questi animali, come gli esseri umani, sono in grado di associare determinati suoni a forme specifiche — l'effetto Bouba-Kiki. Il lavoro è stato presentato nel programma radiofonico di Onda Cero «Como el perro y el gato» il 24 ottobre 2026.
I cani associavano più spesso la parola inventata «Bouba» a figure tondeggianti e «Kiki» a figure appuntite. Questa scoperta indica una somiglianza nella percezione di suoni e forme tra cani ed esseri umani.
Sebbene i dettagli della metodologia non siano precisati, il risultato testimonia la capacità dei cani di percezione cross-modale. In precedenza l'effetto Bouba-Kiki era considerato una caratteristica prevalentemente umana, legata all'elaborazione del linguaggio e delle immagini visive.
Per i proprietari questo significa che i cani possono reagire non solo all'intonazione, ma anche alla struttura sonora delle parole. Tali dati aiutano a comprendere meglio le capacità cognitive degli animali domestici e a sviluppare metodi di addestramento e comunicazione.
La scoperta solleva nuove domande sulla percezione, sull'elaborazione delle informazioni e sulle capacità cognitive dei cani, ampliando le conoscenze su come gli amici a quattro zampe percepiscono il mondo circostante.

