Trump all'ONU: il discorso, l'Iran e un colloquio importante con Zelensky
Il 22 settembre 2026 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump salirà sul podio dell'Assemblea Generale dell'ONU a New York. Sullo sfondo della guerra in corso con l'Iran, delle pressioni sui mercati petroliferi, delle crescenti preoccupazioni attorno all'intelligenza artificiale e delle questioni sul futuro dell'ONU stessa, il cui finanziamento Washington ha ridotto.
Ma l'agenda di oggi non si limita al grande discorso. Dopo l'intervento Trump terrà una serie di incontri bilaterali, e uno dei più attesi è quello con il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky. Le parti hanno confermato che l'incontro si terrà proprio oggi, a margine dell'Assemblea Generale. Zelensky aveva detto in precedenza che il colloquio «può cambiare molte cose», sottolineando la presenza di uno «slancio diplomatico».
Sul tavolo ci sono possibili passi verso la de-escalation: una pausa nei colpi alle infrastrutture energetiche, la sicurezza della navigazione e le questioni umanitarie. Per Kiev è un'occasione per fissare almeno alcuni accordi concreti. Per Trump è l'opportunità di dimostrare che il suo approccio al conflitto ucraino dà risultati.
Parallelamente il presidente degli Stati Uniti incontrerà i leader di Regno Unito, Giappone, Venezuela e dei paesi del Golfo Persico. Tutto questo avviene nel momento in cui la guerra in Iran continua a influenzare l'economia globale, e le questioni della regolamentazione dell'intelligenza artificiale risuonano per la prima volta a un livello così alto.
La giornata di oggi a New York promette di essere intensa. Il discorso di Trump darà il tono, e l'incontro con Zelensky potrebbe diventare uno degli episodi più attentamente osservati dell'intera settimana di negoziati ad alto livello.
