OpenAI ha annunciato il rilascio della sua famiglia di modelli più potente, GPT-5.6 (Sol, Terra e Luna), il 9 luglio 2026, ponendo fine al periodo di accesso limitato. Questo lancio rappresenta la prima release pubblica della storia concordata con l'amministrazione Trump: l'azienda aveva avviato un'anteprima per una cerchia ristretta di partner il 26 giugno, seguendo un nuovo scenario politico di collaborazione tra laboratori di IA e Stato. Circa 20 organizzazioni hanno ottenuto l'accesso anticipato prima che il modello raggiungesse il grande pubblico.
La Casa Bianca ha espresso preoccupazioni riguardo alle minacce informatiche che potrebbero scaturire dalla diffusione di modelli così capaci. OpenAI adotterà volontariamente una distribuzione graduale: inizialmente l'accesso sarà garantito ai partner approvati dal governo, per poi procedere a un'espansione programmata. Tale decisione non riflette tanto un progresso tecnico nell'architettura, quanto una nuova fase di interazione strategica tra settore privato e Stato sulla sicurezza dell'IA — un modello destinato a definire le regole del gioco nell'industria per gli anni a venire.
Tutto è iniziato con una mossa storica del presidente Trump: il 2 giugno 2026 ha firmato un ordine esecutivo che istituiva un protocollo volontario per il test dei nuovi modelli di IA da parte delle agenzie federali prima del loro rilascio pubblico. Le aziende possono scegliere autonomamente se sottoporre i propri sistemi a verifiche statali supplementari. OpenAI ha deciso di acconsentire — il periodo di analisi congiunta con la Casa Bianca e i vari dipartimenti è durato oltre un mese. Un momento chiave è stato l'incontro del CEO Sam Altman con i membri del Congresso e dell'amministrazione il 3 giugno a Washington, dove ha avuto colloqui con esponenti di entrambi gli schieramenti politici, tra cui lo speaker della Camera Mike Johnson e il leader della minoranza Hakeem Jeffries.
Tuttavia, il percorso di OpenAI contrasta nettamente con le difficoltà di Anthropic. Nella stessa settimana in cui OpenAI annunciava il rilascio limitato, Anthropic lanciava due modelli potentissimi: Fable 5 (il 9 giugno, primo rilascio pubblico di questa categoria) e Mythos 5 (per un gruppo selezionato di partner). Tre giorni dopo, il 12 giugno, il governo è intervenuto: il Segretario al Commercio Howard Lutnick, citando motivi di sicurezza nazionale in una lettera ufficiale, ha ordinato ad Anthropic di sospendere immediatamente l'accesso a entrambi i modelli per tutti i cittadini stranieri, inclusi i dipendenti della stessa azienda.
Il motivo: una segnalazione secondo cui i ricercatori di Amazon avrebbero trovato il modo di aggirare le protezioni di Fable 5 per accedere alle piene capacità informatiche di Mythos. Anthropic non è stata in grado di separare tecnicamente gli utenti in base alla nazionalità e ha quindi disattivato i modelli per tutti, a livello globale. Si è trattato di uno dei tentativi più aggressivi da parte del governo di utilizzare i controlli sulle esportazioni contro un modello commerciale di IA già operativo.
Le restrizioni sono durate quasi tre settimane, mettendo a dura prova l'azienda. Anthropic ha affrontato intensi negoziati con il gabinetto di governo e, il 26 giugno, Lutnick ha approvato per iscritto un ripristino parziale: Mythos 5 è diventato accessibile a circa un centinaio di organizzazioni americane verificate e agenzie federali. Il 30 giugno, i controlli sulle esportazioni sono stati completamente revocati e il 1° luglio Fable 5 è tornato online in tutto il mondo. Tuttavia, il prezzo pagato è stato alto — gli sviluppatori cinesi hanno guadagnato tempo prezioso per progredire, mentre l'inquietudine nel settore è cresciuta visibilmente.
La disparità di trattamento tra le due società rivela le complesse dinamiche della politica statale nell'era dei modelli di frontiera. OpenAI, avendo coordinato i piani in anticipo con la Casa Bianca, ha evitato sanzioni drastiche. Anthropic ha invece subito un blocco improvviso — in parte per la minore influenza politica, in parte per la scelta dell'azienda di presentare pubblicamente Mythos come "troppo pericoloso" per una diffusione di massa, offrendo così ai funzionari un pretesto per agire. I critici sottolineano l'incoerenza nell'applicazione delle regole, mentre i sostenitori della sicurezza nazionale affermano che entrambi i modelli presentavano effettivamente rischi elevati sul piano delle capacità cyber.
Per sviluppatori e ricercatori, questo segna un punto di svolta: d'ora in avanti i modelli di frontiera non saranno sottoposti solo a test interni aziendali, ma anche a verifiche statali informali prima del rilascio su larga scala. Ciò potrebbe rallentare la diffusione globale dell'innovazione, ma allo stesso tempo accresce la fiducia dei settori corporate e governativo verso i modelli presenti sul mercato — o, per lo meno, questa è l'intenzione.
Tuttavia, rimangono seri dubbi sulla sostenibilità a lungo termine di tale approccio. OpenAI ha chiarito di non considerare l'approvazione statale come uno standard permanente, pur avendo accettato il modello volontario. Anthropic e altri laboratori restano in una situazione di incertezza: tali restrizioni continueranno a essere applicate in futuro? A quali condizioni e secondo quali criteri?
Manca completamente una verifica indipendente dei test condotti dal governo — tutte le rassicurazioni sulla sicurezza si basano sulle dichiarazioni delle aziende e dei funzionari, senza report tecnici pubblici o audit di terze parti. Il Segretario Lutnick si è persino riservato il diritto di rivedere la decisione in qualsiasi momento "qualora le circostanze dovessero cambiare".
In definitiva, il rilascio di GPT-5.6 a luglio dimostra che nel 2026 la velocità e le modalità di lancio sul mercato dei potenti modelli di IA non dipendono più solo dalla maturità tecnica dei laboratori, ma anche dai loro rapporti politici con lo Stato. Questo ridefinisce le regole della concorrenza nel settore e stabilisce un precedente che influenzerà tutti i futuri rilasci di modelli di frontiera. La vicenda di giugno rimarrà impressa a lungo nella memoria collettiva.

