Un croccante da miliardi: il cioccolato di Dubai spinge i giganti del gelato a rivoluzionare le linee di produzione

Autore: Svitlana Velhush

Il fenomeno virale nato sui social — il cioccolato di Dubai farcito con crema di pistacchio e pasta kataifi croccante — ha ormai superato i confini della pasticceria artigianale. Entro la stagione primaverile del 2026, questa tendenza gastronomica ha innescato cambiamenti radicali nel settore dei dessert sottozero. Le multinazionali e le grandi catene globali, inclusa Baskin-Robbins, si sono viste costrette ad adattare rapidamente le proprie linee di prodotti per soddisfare le nuove richieste del mercato.

La difficoltà maggiore nel replicare la ricetta a livello industriale è emersa da una questione di pura fisica. Come mantenere l'iconica croccantezza della pasta kataifi tostata in un ambiente denso e umido come quello del gelato classico? Un semplice mixaggio portava il prodotto a inumidirsi velocemente, trasformandolo in una massa informe e priva di carattere.

I tecnici dei grandi marchi hanno dovuto aggiornare tempestivamente i sistemi di dosaggio lungo le catene di montaggio. La svolta è arrivata grazie all'introduzione della tecnologia di incapsulamento. Ad oggi, i minuscoli frammenti di pasta vengono avvolti in un velo protettivo di burro di cacao prima di essere incorporati alla miscela. Questo processo garantisce che la consistenza del dessert resti invariata anche dopo lunghi periodi di stoccaggio e distribuzione.

Per quale motivo i leader del settore dovrebbero sostenere costi di tale portata?

La spiegazione si trova nel mutamento dei gusti dei consumatori globali. Il sapore morbido e tradizionale della vaniglia o del cioccolato non basta più a conquistare l'interesse del pubblico. Il cliente di oggi esige un’esperienza multisensoriale, fatta di contrasti materici, della dolcezza misurata del pistacchio e di quell'indispensabile componente visiva perfetta per i social media.

Una simile velocità nel convertire le capacità produttive per seguire un trend digitale rappresenta un unicum per l'industria alimentare, storicamente più cauta. Guardando al futuro, questo precedente potrebbe ridurre drasticamente i tempi che intercorrono tra il concept di un prodotto e il suo arrivo nei supermercati. I grandi marchi saranno pronti a gestire dinamiche così accelerate? I risultati di quest'anno indicano che la flessibilità è ormai la condizione essenziale per restare competitivi sul mercato.

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