«L'ultimo caso di Holmes»: quattro episodi di puro piacere investigativo

Autore: Svitlana Velhush

L'ultimo problema | Trailer ufficiale | Netflix

Se vi piacciono «Knives Out», le storie classiche di Agatha Christie nello spirito di «E poi non rimase nessuno», gli omicidi misteriosi in un luogo chiuso e le situazioni in cui si può sospettare letteralmente di chiunque, date un'occhiata alla miniserie spagnola «L'ultimo caso di Holmes».

Ed è risultata semplicemente splendida. Ci è piaciuta persino più di tutti gli equivalenti americani.

Il protagonista è Benjamín Basile, un tempo attore famoso, divenuto celebre per i ruoli di grandi investigatori. Arriva a Maiorca nella speranza di rilanciare la carriera, ma si ritrova in un hotel isolato dove avviene una morte misteriosa. E qui le abilità che per tanti anni ha interpretato davanti alla macchina da presa si trovano improvvisamente da applicare nella vita reale.

Sono praticamente tutti sotto sospetto.

Molto rapidamente la serie si trasforma in un classico giallo enigmistico: un luogo chiuso, una cerchia ristretta di personaggi, ognuno con i propri segreti, le proprie stranezze e i possibili moventi. A un certo punto inizi a sospettare di uno, dopo dieci minuti di un altro, e poco dopo capisci di non capirci assolutamente nulla. 😄

Nel ruolo principale c'è José Coronado, e qui è magnifico. Nella serie recitano anche María Valverde, Martiño Rivas, Maribel Verdú, Gonzalo de Castro e Pepón Nieto.

Particolarmente piacevole è che la storia è molto compatta: in tutto quattro episodi, per una durata complessiva di circa tre ore. Vale a dire che la serie si può tranquillamente accendere la sera e guardare praticamente come un unico lungo film.

I primi due episodi dispongono perfettamente i pezzi sulla scacchiera e trascinano gradualmente nell'indagine.

E invece il terzo episodio cambia improvvisamente tutto lo scenario. Proprio da questo momento è ormai praticamente impossibile staccarsi dallo schermo.

Ma il meglio gli autori l'hanno lasciato per il finale.

Il quarto episodio è del tutto imprevedibile. Anche quando sembra che abbiate già capito tutto e non resti che ottenere conferma della vostra versione, la storia riesce a ribaltarsi ancora una volta.

È quel raro caso in cui una miniserie viene davvero voglia di guardarla tutta d'un fiato: bella, atmosferica, intelligente, con un classico intrigo investigativo e un continuo gioco con lo spettatore.

Ci è piaciuta moltissimo.

Valutazione di Gaya: 8.9/10.

Quattro episodi. Un hotel. Un omicidio. Tutti sospettati. E una splendida serata per gli amanti dei buoni gialli. E una trama molto "intricata".

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