Orologi quantistici e freccia del tempo: perché il micromondo non segue la termodinamica classica

Autore: Svitlana Velhush

Orologi quantistici e freccia del tempo: perché il micromondo non segue la termodinamica classica-1

Nel mondo classico, siamo abituati a considerare il tempo come una freccia che scocca in un'unica direzione. Una tazza che si rompe e l'aumento dell'entropia rendono il processo irreversibile. Tuttavia, a livello quantistico, le regole del gioco diventano molto più flessibili. Recenti esperimenti condotti con orologi quantistici dimostrano che, in determinate condizioni, la direzione della "freccia del tempo" non è solo sfocata, ma può trovarsi in uno stato di sovrapposizione.

I fisici stanno esplorando sistemi in cui le correlazioni quantistiche permettono di invertire localmente un processo termodinamico. Immaginiamo una particella quantistica che interagisce con un orologio. Grazie ai principi della sovrapposizione, la particella può trovarsi in uno stato tale per cui l'interazione con l'orologio innesca contemporaneamente un processo di aumento e di diminuzione dell'entropia.

Questo non implica che il tempo "scorra all'indietro" nell'accezione tradizionale del termine. Significa, piuttosto, che il sistema non "sceglie" la direzione della freccia temporale fino al momento della misurazione. Esso permane in uno stato quantistico che sintetizza entrambi gli scenari possibili.

Quali sono i vantaggi per la ricerca scientifica? In primo luogo, la comprensione dei limiti fondamentali legati alla precisione delle misurazioni. Se l'entropia può fluttuare, il limite di accuratezza dei nostri orologi non dipende solo dalla stabilità del generatore di frequenza, ma anche dalle interazioni termodinamiche con l'ambiente quantistico. In prospettiva, ciò potrebbe perfezionare le prestazioni dei computer quantistici e dei sensori ad alta precisione, sensibili ai minimi scostamenti di energia.

Stiamo superando l'idea del tempo come sfondo esterno immutabile, iniziando a concepirlo come una variabile dinamica legata allo stato del sistema. Lo studio di queste "fluttuazioni quantistiche del tempo" è fondamentale per capire dove finisce la meccanica quantistica e dove inizia la nostra realtà abituale.

Se il tempo a livello microscopico si comporta come una variabile e non come una costante, non sarebbe il caso di riconsiderare i nostri metodi di misurazione degli eventi su scale estremamente ridotte?

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Fonti

  • Nature Physics (Авторитетный научный журнал, опубликовавший результаты исследования)

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