Project CETI: cosa chiedereste ai capodogli?

Autore: Inna Horoshkina One

Il Deep Archive è l'archivio del futuro. Qui non si raccolgono conoscenze sulle balene, ma domande umane rivolte a loro. Forse un giorno la scienza ci aiuterà a sentire le risposte.

Siamo abituati a pensare che l'oceano ci parli con il rumore delle onde, il grido dei gabbiani e il canto delle balene.

Ma forse la vera conversazione avviene molto più in profondità.

Lì, dove l'uomo ha sentito solo clic caotici fino a pochissimo tempo fa, la scienza moderna inizia a distinguere schemi, struttura e, forse, i primi segni di una comunicazione complessa.

La primavera e l'estate del 2026 sono state una tappa importante in questo cammino.

Tre studi, pubblicati dall'iniziativa scientifica internazionale Project CETI (Cetacean Translation Initiative), hanno dimostrato per la prima volta che la comunicazione dei più grandi cetacei dentati della Terra potrebbe essere significativamente più complessa di quanto si pensasse fino a pochi anni fa.

Ogni studio è diventato una nuova nota in questa incredibile sinfonia.

La prima nota. Un suono che si è rivelato più complesso

Il 15 aprile 2026, sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, è stato pubblicato lo studio del linguista Gašper Beguš dell'Università della California, Berkeley, e dei suoi colleghi dell'iniziativa internazionale Project CETI, tra cui il biologo marino Shane Gero e il biologo David Gruber.

Gli scienziati hanno analizzato migliaia di registrazioni delle vocalizzazioni dei capodogli.

L'oggetto principale dello studio sono stati i famosi codas – brevi sequenze ritmiche di clic con cui le balene comunicano tra loro.

I risultati sono stati inaspettati.

I ricercatori hanno scoperto che queste sequenze possiedono proprietà fonologiche sorprendentemente simili all'organizzazione del linguaggio umano.

Nei segnali sono stati identificati elementi stabili simili a vocali, designati convenzionalmente come «a» e «i». Essi interagiscono con il ritmo, la durata e i segnali adiacenti secondo schemi che ricordano i principi della fonologia umana.

Gli autori sottolineano una circostanza importante. Questo non significa che i capodogli abbiano un linguaggio umano.

Ma è una delle analogie più convincenti conosciute di organizzazione fonologica nel mondo animale. Dimostra che complessi sistemi di comunicazione sonora potrebbero sorgere indipendentemente in diversi rami dell'evoluzione.

Per la prima volta, gli scienziati non hanno visto un semplice insieme di segnali. Hanno visto un sistema.


La seconda nota. Quando il suono diventa conversazione

Qualche mese dopo, i ricercatori hanno compiuto il passo successivo.

Questa volta hanno smesso di studiare i singoli clic come unità autonome.

La loro attenzione si è spostata su altro.

Come è collegata una “battuta” vocale alla successiva?

Come organizzano i capodogli le sequenze dei loro codas durante la comunicazione?

Invece di analizzare i singoli suoni, i ricercatori hanno iniziato a cercare schemi all'interno di interi scambi di segnali tra gli animali.

Di fatto, l'attenzione della scienza si è spostata per la prima volta dalle singole “parole” alla struttura della conversazione.

Non si trattava più di analisi acustica.

Era un tentativo di comprendere una peculiare grammatica della comunicazione – le regole secondo cui si costruisce il dialogo.

Ogni nuovo schema avvicinava i ricercatori alla comprensione che la comunicazione dei capodogli potrebbe essere significativamente più ricca di quanto si pensasse in precedenza.


La terza nota. Quando l'uomo inizia a cambiare il canto dell'oceano

Il 22 luglio 2026, è stato pubblicato un altro lavoro, questa volta sulla rivista Ecological Informatics.

Lo studio di Roee Diamant, David Gruber, Shane Gero e dei loro colleghi si basa su dati raccolti nell'arco di quattro anni al largo delle coste della Dominica, nei Caraibi.

Durante questo periodo, i ricercatori hanno registrato oltre mille codas, ottenendo campioni di comunicazione da quindici capodogli. Queste registrazioni sono state poi confrontate con l'intensità del traffico marittimo, utilizzando sensori acustici e sistemi di geolocalizzazione.

È qui che è avvenuta la scoperta che ha portato a guardare con occhi nuovi l'influenza umana sull'oceano.

Si è scoperto che all'aumentare del rumore sottomarino, i capodogli cambiano non solo il volume dei loro segnali. Cambia la struttura stessa della comunicazione. I codas diventano più brevi.

Cambia il numero di clic e gli intervalli tra di essi.

Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che le balene iniziano a usare più frequentemente alcuni tipi di codas e meno altri.

Sulla base di questi cambiamenti, gli algoritmi di machine learning sono in grado di determinare con alta precisione se una nave è passata nelle vicinanze al momento della comunicazione.

Ma il risultato più importante non è stato questo.

Il risultato più importante è stata la domanda che è sorta dopo di esso.

I capodogli modificano i loro segnali consapevolmente per mantenere l'efficacia della comunicazione in un ambiente rumoroso?

O il rumore delle navi distorce semplicemente la propagazione del suono nell'acqua?

La risposta non c'è ancora.

Ma è proprio questa domanda che oggi diventa una delle più intriganti nell'oceanografia moderna.

La quarta nota. «Cosa chiedereste ai capodogli?»

Ma forse la continuazione più inaspettata di questi studi non è stata una nuova pubblicazione scientifica.

Il Project CETI ha fatto un passo raramente visto nella scienza moderna.

I ricercatori hanno invitato le persone a diventare parte di un grande viaggio verso la comprensione dell'oceano.

Nell'ambito dell'iniziativa Listen to the Whales è nato il progetto The Deep Archive – un insolito archivio digitale che raccoglie non dati scientifici, ma voci umane.

Chiunque può registrare il proprio messaggio audio, rispondendo a una sola domanda:

«Se un giorno imparassimo a capire i capodogli, cosa vorreste chiedere loro?»

Questo è un archivio di risposte. È un archivio di domande. Non di ciò che l'umanità sa già sull'oceano.

Ma di ciò che sogna di capire un giorno.

Forse è per questo che The Deep Archive sta diventando una continuazione naturale delle ricerche scientifiche.


Cosa hanno aggiunto questi studi al suono del pianeta?

Oggi gli scienziati registrano migliaia di vocalizzazioni di capodogli, addestrano algoritmi a cercare schemi in esse e si avvicinano gradualmente alla comprensione di una delle forme di comunicazione più misteriose della Terra.

Forse un giorno impareremo a capire il canto dei capodogli.

Ma non ci aspetta una domanda ancora più importante? Siamo pronti noi stessi a diventare ascoltatori?

Le grandi scoperte non nascono quando arriva la risposta.

Forse nascono quando l'uomo pone per la prima volta una domanda che può cambiare se stesso?!

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Fonti

  • Gašper Beguš - Publications

  • The phonology of sperm whale coda vowels

  • UC Berkeley and Project CETI study shows sperm whales communicate

  • Ученые выяснили, как кашалоты общаются при шуме судов

  • Кашалоты меняют речь при приближении судов

  • Биологи выяснили, что кашалоты меняют звуки при появлении кораблей

  • Кашалот Этвуд сломал шаблон учёных

  • Psychology Today: If We Could Talk to the Animals

  • Gašper Beguš LinkedIn

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