La Corea del Sud rafforza il controllo sulle criptovalute: rendicontazione mensile e rinvio dell'imposta

Modificato da: Yuliya Shumai

Il denaro in criptovaluta attraversa i confini più in fretta di quanto i regolatori riescano a costruire dighe. Dal 3 dicembre 2026 gli exchange sudcoreani sono tenuti a segnalare quotidianamente i trasferimenti transfrontalieri di asset digitali e mensilmente i saldi sui conti di 1,27 milioni di utenti che almeno una volta hanno inviato fondi all'estero da luglio 2024. I dati arriveranno alla Banca di Corea e al Servizio fiscale nazionale, il che consentirà di monitorare i flussi in tempo reale.

Questa misura fa parte del tentativo di chiudere le scappatoie prima di una possibile introduzione dell'imposta sui redditi da criptoattività. L'aliquota del 22 per cento sui profitti superiori a 2,5 milioni di won era prevista da gennaio 2027, ma un quarto rinvio al 2029 appare sempre più probabile. Il motivo è l'assenza di uno scambio automatico di dati con gli Stati Uniti secondo il quadro CARF: l'America aderirà solo nel 2029, e senza di essa la riscossione dell'imposta da chi opera su piattaforme estere rischia di diventare iniqua.

Il governo e i legislatori soppesano l'equità: gli utenti degli exchange locali finiranno sotto un controllo più serrato rispetto a chi trasferisce fondi all'estero. I rapporti mensili sui saldi e sui flussi dovrebbero livellare il campo, trasmettendo le informazioni alla dogana, alla vigilanza finanziaria e all'unità di intelligence. Tuttavia, gli esperti osservano che senza un coordinamento globale simili sforzi assomigliano al tentativo di raccogliere acqua con un setaccio.

Gli incentivi nascosti sono evidenti: il bilancio ha bisogno di entrate e la pressione pubblica cresce — le petizioni per rinviare o abolire l'imposta hanno già raccolto decine di migliaia di firme. Allo stesso tempo, i regolatori preparano una legge quadro sugli asset digitali, comprese le norme per le stablecoin. La rendicontazione da dicembre sarà il primo passo concreto verso la trasparenza, ma la sua efficacia dipenderà dalla possibilità di sincronizzare i dati con il più grande mercato del mondo.

Immaginate il bilancio familiare: se il vicino vede tutti i vostri trasferimenti su conti esteri e voi non vedete i suoi, allora pagherete le tasse in modo diverso. La Corea del Sud cerca di correggere proprio questo squilibrio, rafforzando il controllo interno. A quanto pare, i moduli mensili FX1021 diventeranno una prassi routinaria e il fisco otterrà uno strumento per calcolare i redditi con maggiore precisione.

In definitiva, la nuova rendicontazione non è semplice burocrazia, ma un segnale: le criptoattività smettono di essere invisibili allo Stato, anche se l'imposta piena è ancora in discussione. Questo cambia le regole del gioco per gli investitori abituati a una relativa anonimità delle operazioni transfrontaliere.

1 Visualizzazioni

Fonti

  • South Korea crypto faces monthly reports, possible education tax

Commenti

Leggi altri articoli su questo argomento:

Hai trovato un errore o un'inaccuratezza?Esamineremo il tuo commento il prima possibile.