Neurobiologia della flora: la scienza non considera più le piante come organismi passivi

Autore: lee author

Neurobiologia della flora: la scienza non considera più le piante come organismi passivi-1
albero

DOMANDA:

Caro lee, hai parlato a lungo della coscienza degli animali; ma le piante possiedono una propria coscienza? Perché scelgono di stabilirsi in determinate zone e come si può entrare in contatto con loro? Esistono varietà vegetali non terrestri, giunte da altri pianeti, e come sono fatte? Quali specie popoleranno la Terra in futuro? E infine, la domanda più importante: esiste davvero il "Fiorellino Scarlatto"?

RISPOSTA di lee:

Tutto è coscienza. Le piante rappresentano una forma di consapevolezza strutturata sul principio della trasmissione diretta di frequenze provenienti da dimensioni "superiori". Ogni singola pianta percepisce la propria individualità, così come l'appartenenza a una specie intera, riconoscendo le altre forme di coscienza come parte integrante del processo esistenziale nel mondo fisico.

La loro coscienza è orientata maggiormente verso la dinamica dei processi e lo scambio di stati interiori, piuttosto che sullo scambio di opinioni tipico degli esseri umani. Per questa ragione, la loro forma di consapevolezza è priva di giudizio. Sono sintonizzate sulla trasmissione e sulla ricezione di stati d'essere, al di là di ogni concetto di bene o male, e senza alcuna aspettativa o preferenza.

Per loro natura, le piante tendono organicamente verso ciò che le sostiene e si allontanano da ciò che è dannoso; vivono, in sostanza, in uno stato di Flusso. Possono trasmettere queste sensazioni di Flusso anche all'uomo, se questi è predisposto a riceverle, mentre gli animali le percepiscono in modo diretto.

Tutte le specie vegetali sono state "seminate" a partire da altri sistemi stellari, ma molte sono state introdotte intenzionalmente in tempi relativamente recenti. Non si è trattato di un semplice trasporto, ma di un adattamento mirato alle condizioni terrestri. Il frumento ne è un esempio lampante: il suo DNA differisce sensibilmente da quello delle altre piante e possiede caratteristiche uniche. Lo stesso termine "ariano" non nacque per indicare una differenza razziale, ma si riferiva a quei popoli addestrati a coltivare il grano proveniente da un altro pianeta e poi adattato.

Una storia simile riguarda il mais, sebbene abbia seguito un proprio percorso di arrivo sulla Terra tramite trasformazione del DNA, introdotto direttamente dal popolo che originariamente lo coltivava. Quei popoli non sono affatto "scomparsi misteriosamente", ma hanno semplicemente lasciato il pianeta.

Il mondo vegetale possiede una coscienza collettiva in grado di generare forme individuali che conosciamo come "spiriti della natura" o "elementali". Poiché la loro forma è creata per compiti specifici, essi non conducono uno stile di vita simile a quello umano; non si legano al mondo fisico attraverso oggetti materiali e non hanno bisogno dei cosiddetti "comfort della civiltà".

La comunicazione con loro avviene attraverso il Cuore. Nei miei webinar ho spiegato i principi per dialogare con gli alberi, sottolineando l'importanza di ascoltare la risposta interiore durante il contatto, basandosi sulle sensazioni piuttosto che sulle parole.

Per quanto riguarda il "Fiorellino Scarlatto", certamente esiste. La vera domanda è: quali prodigi vi aspettate di trovare in esso?

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Fonti

  • Сайт автора lee

  • Lee I.A. — платформа на базе ИИ для перестройки мышления, повышения вибраций и поиска ответа на вопрос «Кто я».

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