7 ottobre 2026 è entrata in vigore in Messico una riforma costituzionale che vieta ai candidati alla carica di presidente, di governatore degli stati e di sindaco di Città del Messico di avere la doppia cittadinanza.
La riforma è stata proposta dalla presidente Claudia Sheinbaum alla fine di agosto e ha rapidamente superato il Congresso con il sostegno del partito al governo Morena e dei suoi alleati.
Secondo le modifiche, i candidati a queste cariche devono essere messicani per nascita e non avere né acquisire un'altra nazionalità. Se ne hanno già una, devono rinunciarvi ufficialmente prima della registrazione della candidatura.
Sheinbaum ha firmato il decreto e ha dichiarato: «Oggi abbiamo firmato il decreto... Né il presidente né il governatore possono avere la doppia cittadinanza».
Le nuove norme entreranno in vigore a partire dall'anno 2028, quindi le elezioni dell'anno 2027 si svolgeranno senza modifiche e gli attuali governatori non saranno toccati.
La presidente ha spiegato l'iniziativa con la necessità di proteggere il Paese dalle ingerenze straniere: «I presidenti del Messico possono avere solo una bandiera, una patria, un popolo da difendere».
Gli oppositori ritengono che la riforma violi i diritti dei messicani emigrati all'estero e che hanno ottenuto, per esempio, la cittadinanza statunitense, e osservano che la Costituzione contiene già requisiti di nazionalità per le cariche più alte.
I critici sottolineano inoltre che gli emendamenti potrebbero essere volti a limitare i candidati dell'opposizione, compresi coloro che hanno legami con altri Paesi.
In America Latina restrizioni simili sono già in vigore a Cuba, in Nicaragua e in Venezuela.
La riforma modifica gli articoli 82, 116 e 122 della Costituzione e richiede ai candidati non solo di rinunciare alla seconda cittadinanza, ma anche di non usare passaporti stranieri o di chiedere protezione diplomatica ad altri Stati durante il mandato.
Come influirà tutto questo sul panorama politico del Paese nel lungo periodo?
Le prossime elezioni presidenziali si terranno nell'anno 2030 e a quel punto tutti i candidati dovranno soddisfare i nuovi requisiti.

