Il capo del segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, Simon Stiell, si è rivolto alle aziende che sviluppano l'intelligenza artificiale. Le ha esortate a tenere sotto controllo le crescenti emissioni legate all'enorme consumo energetico dell'IA.
Intervenendo lunedì a New York sullo sfondo dell'inizio dell'Assemblea generale dell'ONU e della Settimana del clima, Stiell ha osservato che «l'intelligenza artificiale energivora» aggrava l'inquinamento del pianeta da carbone, petrolio e gas. Al tempo stesso crescono le bollette energetiche per famiglie e imprese.
Secondo Stiell, i dirigenti delle aziende di IA «camminano sul ghiaccio sottile» agli occhi dell'opinione pubblica, mentre l'energia diventa più cara. Il mondo è ormai vicino a superare l'obiettivo chiave sul riscaldamento globale di 1,5 °C.
L'appello è risuonato nel momento in cui l'attenzione del mondo torna a concentrarsi sulle sfide climatiche. Come reagiranno esattamente i giganti della tecnologia a questo avvertimento?
Stiell ha sottolineato che senza interventi nel settore dell'IA la pressione sul clima e sui sistemi energetici non potrà che aumentare. Ciò aggiunge un nuovo aspetto a un compito già complesso come il contenimento delle emissioni.

