«The Uprising» — dramma storico dell'anno 2026 del regista Paul Greengrass, coproduzione di Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti. Il film è uscito nelle sale americane il 11 settembre 2026.
Alla base c'è la rivolta contadina dell'anno 1381 in Inghilterra, nota come la rivolta di Wat Tyler. Perdite, tasse pesanti e assenza di diritti diventano il terreno per la ribellione di uomini che non sono più disposti a sopportare in silenzio. Gli eventi reali qui fanno da base a una storia di finzione sulla lotta per la giustizia.
Ci è piaciuto. Trama interessante, buona recitazione, costumi e atmosfera — tutto al posto giusto. Tuttavia si riesce a entrare nella storia più o meno a metà film. La prima metà richiede pazienza: ciò che accade è già chiaro, ma emotivamente la storia non cattura subito.
Poi però prende forza, e verso il finale diventa chiaro per cosa valeva la pena restare con essa.
Nel cast — Andrew Garfield, Jamie Bell, Stephen Dillane, Tom Hollander, Cosmo Jarvis, Thomasin McKenzie, Jonny Lee Miller, Woody Norman e Katherine Waterston. Il cast è forte, e gli attori si inseriscono perfettamente nel mondo severo del film.
È un film sul popolo, sul potere. E soprattutto — sul potere.
Su come tratta le persone quando si sente intoccabile. Su come reagisce quando la consueta sottomissione lascia il posto alla resistenza. E su cosa accade alle promesse di giustizia quando è in gioco il diritto stesso di governare.
Il film porta con sé diversi significati insieme. Qui ci sono il dolore umano, la dignità, la speranza e le domande sul prezzo del cambiamento. La base storica dà a queste riflessioni un peso particolare: dietro la lotta ci sono i destini delle persone.
Filosofia e dramma storico — così caratterizzeremmo «The Uprising». Gli amanti del cinema riflessivo sul passato lo apprezzeranno, anche se il film è piuttosto pesante. Sia per gli eventi, sia per la sensazione che lascia.
Il finale è davvero potente. Drammatico, da brividi. Senza spoiler: proprio nel finale la storia acquista quella forza emotiva che all'inizio mancava un po'.
Il voto di Gaya — 7.6/10
Per la trama interessante, gli attori, l'atmosfera convincente e i significati. E soprattutto — per il finale, dopo il quale si desidera restare in silenzio per un po'. Abbiamo leggermente abbassato il voto — per le scene cruente. Per un film storico non è una novità, ma si vorrebbe poterlo guardare anche con gli adolescenti.



