Seconda ondata di declassificazione UFO: cosa ha realmente pubblicato il Pentagono il 22 maggio 2026

Modificato da: Aleksandr Lytviak

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Screenshot di un video UFO dal sito ufficiale del Pentagono.

Il 22 maggio 2026, il Department of War (la struttura precedentemente nota come Ministero della Difesa degli Stati Uniti) ha pubblicato la seconda parte dei materiali declassificati sui fenomeni anomali non identificati (UAP) nel quadro del programma PURSUE (Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters).

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Documento di un rapporto sugli UFO del 1949, contrassegnato 'Segreto'

Si tratta già della seconda ondata di pubblicazioni dopo il primo rilascio dello scorso 8 maggio. I materiali sono consultabili sul portale ufficiale war.gov/UFO e sono accessibili al pubblico senza alcuna limitazione.

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Screenshot di un video dal sito del Pentagono che mostra UFO sottomarini.

Cosa include la seconda ondata

Stando a quanto riportato dal portale ufficiale e dai resoconti dei media, questo secondo rilascio comprende:

  • 51 video ripresi da piattaforme militari (principalmente filmati a infrarossi e ottici effettuati da velivoli);
  • Documenti e rapporti redatti da diverse agenzie;
  • Registrazioni audio;
  • Un totale di circa 64 nuove unità di contenuto (alcune fonti riferiscono di 222 file nella versione estesa Release 02).

Tra i materiali di maggior rilievo si segnalano:

  • Video provenienti dall'area di responsabilità del CENTCOM (Comando Centrale degli Stati Uniti), inclusa la registrazione "4 UAP Formation Iran 26 Aug 2022", che mostra una formazione di quattro oggetti sopra l'acqua nella regione dell'Iran.
  • Il video "Syrian UAP instant acceleration" (2021), che ritrae un oggetto capace di un'accelerazione improvvisa.
  • Il documento storico DOW-UAP-D017, ovvero un rapporto su 209 avvistamenti di "sfere verdi", dischi e palle di fuoco nell'area della base di Sandia (New Mexico) tra il 1948 e il 1950. Il faldone contiene i verbali di riunioni a cui parteciparono fisici legati al Progetto Manhattan.
  • Un documento dell'ODNI (Office of the Director of National Intelligence), contenente il racconto di un alto funzionario della comunità d'intelligence statunitense su un evento del 2025 che lo avrebbe lasciato, a suo dire, "praticamente senza parole" (virtually speechless).
  • Un rapporto della CIA del 1973 riguardante un avvistamento in URSS (zona di Sary-Shagan).
  • Una registrazione audio del programma NASA Apollo 12 (1969).
  • Materiali del Department of Energy, comprese immagini provenienti dal sito nucleare di Pantex.

Il programma PURSUE è stato lanciato su disposizione diretta del presidente Donald Trump. Il suo scopo è la declassificazione sistematica e la diffusione di tutti i registri governativi sugli UAP finora rimasti secretati.

Di fatto, la pubblicazione di tali materiali smentisce la linea tenuta finora dall'AARO (All-domain Anomaly Resolution Office), l'organo ufficiale degli Stati Uniti. Nei suoi rapporti pubblici, l'AARO era giunta alla conclusione che la maggior parte dei casi fosse riconducibile a oggetti convenzionali, droni, fenomeni atmosferici o errori dei sensori.

Adesso, invece, osserviamo un approccio interagenzia: ai rilasci partecipano non solo i militari, ma anche la CIA, l'ODNI, la NASA e il Department of Energy. Non si tratta più di una vicenda puramente militare, bensì del tentativo di aggregare dati sparsi provenienti da diverse sezioni della macchina statale.

Analisi analitica: cosa implica e cosa no

  • Riduzione del livello di segretezza. Anche qualora i materiali non contengano "prove aliene" definitive, l'atto stesso della pubblicazione costituisce un'ammissione indiretta della loro rilevanza.
  • Accessibilità dei dati. In precedenza, molti documenti erano ottenibili solo tramite richieste FOIA dopo anni di attesa. Ora sono stati resi pubblici in formato aperto.
  • Valore storico. La pubblicazione dei materiali del 1948-1950 relativi a Sandia evidenzia come l'interesse dei settori militari e scientifici per i fenomeni anomali esistesse già all'epoca dello sviluppo degli armamenti nucleari.

Limitazioni e critiche:

  • La maggior parte dei video rimane di scarsa qualità o ambigua, il che suggerisce una selezione mirata ai soli materiali che non permettono un'identificazione precisa. Questo potrebbe essere interpretato come una "fase preparatoria" in vista di testimonianze più evidenti.
  • Trump sta evidentemente conservando "assi nella manica" più pesanti per un suo futuro annuncio, mostrando per ora solo la punta dell'iceberg dei dati.
  • Le agenzie evitano deliberatamente di fornire interpretazioni. Tale atteggiamento può essere visto come un modo per declinare ogni responsabilità in attesa di ulteriori istruzioni sulla divulgazione. In passato il Pentagono negava del tutto l'esistenza di simili materiali, pertanto ora agisce con cautela.
  • L'assenza di una catena di custodia (chain of custody) per i casi più interessanti continua a rappresentare un punto debole della documentazione.
  • I rilasci hanno un carattere del tipo "ecco i dati, sbrogliatevela voi", il che formalmente suggerisce un riconoscimento della vita extraterrestre senza però compiere il passo definitivo a livello pratico.

In sostanza, si tratta di una manipolazione della percezione e dell'attenzione pubblica. Il potere dimostra di voler pubblicare qualcosa, senza però cambiare la sua posizione fondamentale: "Non confermiamo di sapere cosa siano e non affermiamo nulla di straordinario".

Cosa manca?

  • ❌ Conclusioni sull'origine degli oggetti (extraterrestre, tecnologie segrete, fenomeni naturali)
  • ❌ Interpretazioni da parte degli esperti del Pentagono
  • ❌ Informazioni su eventuali contatti con civiltà aliene

Cosa succederà in seguito

Il Department of War ha già dichiarato di essere impegnato nella preparazione di una terza ondata di pubblicazioni. Considerando che il sito war.gov/UFO ha superato il miliardo di visualizzazioni nelle prime due settimane, l'interesse politico e pubblico rimane altissimo.

Per i ricercatori e gli analisti indipendenti, si tratta di un patrimonio informativo di grande valore. Il coinvolgimento di CIA e ODNI in questa seconda ondata è particolarmente significativo: non si parla più solo di rapporti militari, ma di informazioni d'intelligence.

Cosa conferma l'effettiva esistenza degli UFO?

  • Registrazioni video con sensori: riprese a infrarossi, radar e ottiche di oggetti con traiettorie non convenzionali, quali accelerazioni improvvise, assenza di sistemi di propulsione visibili e spostamenti trans-mediali (aria/acqua).
  • Rapporti degli operatori: testimonianze di piloti, operatori di droni e osservatori a terra con descrizioni dettagliate delle caratteristiche visive.
  • Dati telemetrici: parametri di movimento rilevati da equipaggiamenti militari, che non corrispondono a nessun tipo di velivolo conosciuto.
  • Metadati: orari, coordinate e stato di classificazione degli originali.

Conclusione

La seconda ondata di declassificazione degli UAP rappresenta un passo concreto verso una maggiore trasparenza, sebbene per ora rimanga più una questione procedurale che di sostanza. Il governo degli Stati Uniti sta gradualmente rimuovendo i sigilli di segretezza da materiali accumulati per decenni, senza tuttavia offrire risposte definitive.

Data l'eccezionalità dell'evento e le precedenti audizioni al Senato degli Stati Uniti sulla presenza aliena (riguardanti letteralmente la conservazione e lo studio di artefatti extraterrestri), è possibile prevedere con una certa fiducia un imminente riconoscimento ufficiale da parte dei governi sulla realtà degli UFO e su possibili casi di contatto.

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Fonti

  • Newly declassified UFO files reveal unexplained encounters

  • Pentagon releases second batch of UFO files

  • Pentagon releases more declassified UFO files

  • Сайт министерства Войны США

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