A metà agosto dell'anno 2026 la Banca Popolare Cinese ha aggiunto otto banche commerciali all'elenco degli operatori dello yuan digitale, portando il loro numero totale a trenta. Tra i nuovi partecipanti figurano Ping An Bank, Hengfeng Bank, China Bohai Bank, Bank of Shanghai, Bank of Hangzhou, Huishang Bank, Bank of Changsha e Guangxi Beibu Gulf Bank. Esse si sono collegate al sistema centrale e-CNY e inizieranno a servire i clienti dopo il completamento della preparazione tecnica.
Si tratta già della seconda espansione dell'anno: in aprile il regolatore aveva aggiunto ben dodici istituzioni. L'obiettivo è aumentare l'accessibilità dello yuan digitale per le piccole imprese, i clienti regionali e i regolamenti transfrontalieri. Secondo le dichiarazioni della banca centrale, l'espansione è in linea con gli obiettivi del piano di sviluppo quindicennale per gli anni 2026–2030.
Dietro la logica esteriore della comodità si nasconde un cambiamento più profondo. In passato i pagamenti quotidiani in Cina erano quasi interamente controllati dai giganti privati Alipay e WeChat Pay. Ora lo Stato collega direttamente alla valuta digitale sempre più banche regionali, creando un canale alternativo in cui ogni transazione passa sotto la supervisione della banca centrale. Da gennaio dell'anno 2026 sui saldi nei portafogli e-CNY verificati maturano interessi ed è attiva l'assicurazione sui depositi — un passo che avvicina lo yuan digitale a un normale deposito, ma sotto il pieno controllo dello Stato.
Per la persona comune questo significa un graduale cambiamento delle abitudini nell'uso del denaro. Invece di tenere i fondi sui conti delle piattaforme private, gli utenti possono trasferire parte dei risparmi nello yuan digitale, dove tassi e condizioni sono stabiliti dal regolatore. Per le piccole imprese nelle province i nuovi operatori colmano le lacune dove prima le grandi banche erano poco presenti. Tuttavia, dietro la comodità c'è anche un aumento della trasparenza: ogni operazione viene registrata in un sistema centralizzato.
L'espansione della rete di operatori non è un semplice aggiornamento tecnico. È parte di una strategia in cui lo Stato cerca di ridurre la dipendenza dagli intermediari privati e, al tempo stesso, di promuovere lo yuan nei regolamenti internazionali. In una prospettiva di lungo periodo un simile approccio può cambiare l'equilibrio di forze sul mercato finanziario: le piattaforme private perdono il monopolio e i cittadini ottengono un nuovo strumento, le cui regole sono interamente determinate dal potere.
In definitiva, lo yuan digitale smette di essere un esperimento e diventa un elemento a pieno titolo dell'infrastruttura finanziaria, dove la comodità convive con il rafforzamento dell'influenza statale su ogni transazione.
