Gli exit poll delle elezioni per la Knesset del 27 ottobre hanno mostrato che il blocco del primo ministro Benjamin Netanyahu perde la maggioranza parlamentare. Nessuna delle principali forze ha ottenuto 61 seggi dei 120 necessari per formare un governo.
Secondo i dati dei tre principali canali televisivi israeliani, il blocco dei sostenitori di Netanyahu ha ottenuto da 50 a 52 seggi. Il blocco di opposizione guidato da Gadi Eisenkot — da 49 a 53. I partiti arabi, secondo le previsioni, hanno conquistato 17–19 seggi — una crescita notevole rispetto alla legislatura precedente.
L'affluenza è stata del 77,7 per cento — il dato più alto dal 1999. Queste sono le prime elezioni dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Il partito Likud di Netanyahu, secondo i dati preliminari, perde posizioni e potrebbe ottenere 24–27 seggi invece dei 32 nella Knesset uscente. A guidare l'opposizione è il partito Yashar di Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore.
La differenza tra i sondaggi dei vari canali è notevole: uno di essi, vicino al governo, ha attribuito al blocco di Netanyahu la maggioranza, mentre le principali reti indicano una situazione di stallo.
Le liste arabe potrebbero ora diventare attori chiave nei negoziati di coalizione. Il leader di Ra'am Mansour Abbas ha dichiarato che la destra ha subito gravi perdite e si è detto disponibile al dialogo con l'opposizione.
Eisenkot ha definito i risultati del voto un'espressione di sfiducia verso Netanyahu e il governo dopo il 7 ottobre. Yair Lapid, ex primo ministro e alleato di Eisenkot, ha definito l'esito «una sconfitta schiacciante» per l'attuale capo del governo.
I risultati definitivi dello spoglio, comprese le schede dei militari, saranno noti nei prossimi giorni. Che cosa attende ora il paese?
La formazione della coalizione potrebbe richiedere settimane o mesi, come è accaduto in passato. Nessuno dei blocchi ha ancora un percorso chiaro verso il potere senza compromessi che contraddicono le promesse elettorali.

