Decine di Paesi, tra cui Stati Uniti, Cina e Belgio, hanno firmato una dichiarazione congiunta sulla necessità di sviluppare un'intelligenza artificiale «sicura, affidabile e sostenibile». Il documento è stato adottato al termine del vertice di Nuova Delhi, in India.
La dichiarazione è stata firmata dai rappresentanti di 86 Stati, tra cui il Belgio, nonché di due organizzazioni internazionali. In essa si sottolinea l'importanza di rafforzare la fiducia nell'IA per sfruttarne al massimo i benefici sociali ed economici.
La dichiarazione, tuttavia, non contiene impegni giuridicamente vincolanti. Al loro posto, essa elenca iniziative volontarie, in particolare lo sviluppo della cooperazione globale nella ricerca sull'intelligenza artificiale.
Nel testo si osserva inoltre che il potenziale dell'IA sarà pienamente realizzato solo se i suoi benefici saranno accessibili a tutti.
Il noto ricercatore nel campo dell'informatica Stuart Russell ha valutato positivamente il documento. In un commento per l'AFP ha dichiarato: «Questi impegni potrebbero non essere del tutto sostanziali, ma il fatto stesso che degli impegni vengano comunque assunti è ciò che conta di più».
Al vertice, durato cinque giorni, hanno partecipato, tra gli altri, il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente francese Emmanuel Macron e il segretario generale dell'ONU António Guterres. Alle discussioni ha preso parte anche il capo di OpenAI Sam Altman, che ha esortato a regolamentare con urgenza la tecnologia in rapida evoluzione.
Tra i temi principali sono stati discussi i benefici sociali della traduzione tramite IA in diverse lingue, i rischi di perdita di posti di lavoro e l'impatto dei data center sui consumi energetici e sull'ambiente.
Gli Stati Uniti, tuttavia, hanno respinto l'idea di una governance globale dell'IA. Il consigliere della Casa Bianca per la scienza e la tecnologia Michael Kratsios ha ribadito la ferma posizione di Washington su questo tema nel corso delle discussioni di venerdì.
È significativo che al precedente vertice sull'IA a Parigi, nel 2025, gli Stati Uniti si siano rifiutati di firmare una dichiarazione analoga.

