Ci sono coppie che sembrano create l'una per l'altra ancora prima che gli sceneggiatori abbiano scritto la prima riga. Nicolas Cage e Antonio Banderas nella quinta stagione di «True Detective»: è proprio un incontro così.
È ufficialmente confermato: due maestri di Hollywood, le cui carriere sono da tempo diventate leggenda, guideranno la nuova stagione della cult anthology di HBO. Cage interpreterà Henry Logan, Banderas Ray Garcia. L'azione si svolgerà nella zona della baia di Jamaica a New York, un luogo dove paludi salmastre, periferie industriali e rumore urbano si intrecciano in un'atmosfera strana, quasi gotica. Le riprese inizieranno nel 2027. Showrunner, sceneggiatrice e regista sarà di nuovo Issa López, la stessa il cui «True Detective: Night Country» con Jodie Foster ha restituito alla serie acutezza e magia.
Quando il buio trova i suoi detective
Non è solo un casting. È un evento.
Cage è un attore che ha smesso da tempo di interpretare persone «normali». I suoi personaggi sono sempre un po' spostati rispetto alla realtà: ora vedono troppo, ora portano dentro di sé un silenzio troppo pesante. Dopo «Pig», «The Unbearable Weight of Massive Talent» e il recente «Spider-Man: Noir», arriva in «True Detective» già come un uomo a cui non serve spiegare che cos'è il buio. Ci vive dentro.
Banderas è un polo del tutto diverso. La sua presenza porta sempre con sé una grazia speciale e, al tempo stesso, una minaccia. Un uomo che può essere sia Zorro sia il chirurgo deformato di «La pelle che abito», sia l'Almodóvar raffinato. Quando appare sullo schermo, lo spazio intorno a lui diventa un po' più significativo.
E ora questi due, insieme. In un mondo dove ogni indagine non è solo la ricerca di un assassino, ma anche una lenta immersione nella propria anima.
«True Detective» è sempre stata una serie su come le persone guardano nell'abisso, e l'abisso guarda a sua volta. La prima stagione ci ha regalato McConaughey e Harrelson, due uomini che parlavano del tempo e del male come se tenessero in mano un trattato filosofico. La quarta stagione di López ha mostrato che il buio può essere femminile, freddo e quasi mitologico. Ora la serie torna al duetto maschile, ma ormai di una qualità del tutto diversa.
Immaginate: Cage con la sua intensità nervosa, quasi animale, e Banderas con la sua trattenuta malinconia meridionale. Uno, forse, si slancerà in avanti, l'altro guarderà più a fondo. Uno griderà, l'altro tacerà in un modo che farà paura. La loro chimica promette di diventare non solo un sodalizio, ma uno scontro tra due modi diversi di vivere il mondo.
López ha già dimostrato di saper lavorare con l'atmosfera. L'Alaska di «Night Country» non era solo uno sfondo: era un personaggio. La baia di Jamaica, con le sue saline, i cantieri abbandonati e il fango urbano, può diventare un'immagine altrettanto potente. Un luogo dove natura e civiltà si incontrano in un abbraccio strano, quasi doloroso.
Per i fan della serie è un ritorno alle origini e, al tempo stesso, un passo verso l'ignoto. Per tutti gli altri, è una rara occasione di vedere due grandi attori in un materiale che da loro non esige spettacolarità, ma vera profondità.
Nicolas Cage e Antonio Banderas. Henry Logan e Ray Garcia.
Presto entreranno in una stanza dove è già accesa una lampada e cominceranno a fare domande. E noi guarderemo il buio smettere pian piano di essere solo intorno a loro e diventare qualcosa dentro.
E sembra che sarà molto bello. E molto spaventoso.


