Il comportamento predatorio dei nematodi si evolve rapidamente attraverso l'esposizione ambientale, sfidando le norme evolutive

Edited by: ReCath Cath

Il comportamento predatorio dei nematodi si evolve rapidamente attraverso l'esposizione ambientale, sfidando le norme evolutive

I ricercatori del Max Planck Institute for Biology di Tubinga hanno scoperto che il comportamento predatorio dei nematodi può evolvere rapidamente in risposta ai cambiamenti ambientali, sfidando i paradigmi evolutivi consolidati. Lo studio, pubblicato su *Science Advances*, ha dimostrato che l'esposizione ambientale a lungo termine modella significativamente il comportamento, con adattamenti che si verificano nel corso delle generazioni a causa dei cambiamenti nella dieta. I nematodi esposti al batterio *Novosphingobium*, una fonte di cibo alternativa a *E. coli*, hanno mostrato un completo passaggio al comportamento predatorio in tutte le linee di test in 101 generazioni. Ciò contrasta con la comprensione convenzionale dei tratti predatori fissi, evidenziando la capacità dei nematodi di adattarsi rapidamente. La ricerca ha anche esplorato la memoria genetica relativa alla predazione, scoprendo che erano necessarie fino a cinque generazioni di esposizione per cambiamenti comportamentali duraturi. I microRNA, in particolare la famiglia miR-35, sono risultati coinvolti nell'eredità transgenerazionale legata al gene EBAX-1. Shiela Quiobe ha notato la natura inaspettata della scoperta e il potenziale per una maggiore comprensione dei meccanismi dei microRNA. Il Dr. Ralf Sommer ha sottolineato l'importanza delle risposte ambientali per periodi evolutivi più lunghi, suggerendo una maggiore interazione tra ecologia ed evoluzione. Sono previsti studi di follow-up per esaminare ulteriormente i bersagli molecolari dei microRNA e l'agente induttore del batterio.

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